Le prove con carichi distribuiti consistono nel sollecitare le strutture con zavorre disposte su strisce di carico le cui dimensioni sono valutabili con diverse metodologie analitiche. Normalmente le zavorre utilizzate sono costituite da speciali serbatoi in PVC, riempiti con acqua. Il sistema permette il caricamento graduale e controllato delle strutture da collaudare, tramite adduzione di acqua da sorgenti di grande portata oppure da serbatoi (detti appunto di accumulo), preventivamente riempiti con la quantità di acqua necessaria.
Raramente vengono utilizzati sacchi con materiale di zavorra (cemento, inerti sfusi, sabbia) o blocchi di materiale vario (tra cui cemento armato) al fine di ricreare sulle porzioni di struttura da collaudare le condizioni di carico prestabilite. Tali metodologie, considerati gli inconvenienti che comportano in termini di reperibilità dei materiali, messa in posa, interferenze sulla prova di carico, nella maggior parte dei casi non costituiscono la migliore soluzione da adottare.

Si verifica che:

  • le deformazioni si accrescono all'incirca proporzionalmente ai carichi
  • durante la prova non si verifichino dissesti, lesioni, deformazioni
  • la deformazione residua non superi una quota parte di quella totale
  • la deformazione elastica risulti non maggiore di quella calcolata

Sono dipendenti dal tipo di carico applicato (differenti per applicazione di carico distribuito o concentrato), e in ogni caso, devono rispettare i tempi di permanenza previsti dalle normative per consentire che nelle strutture insorgano le deformazioni "lente" di natura plastica. Trattasi, quindi, di prove onerose in termini di tempi ed apparecchiatura utilizzata.

Nel caso delle prove con carichi concentrati i tempi sono modesti rispetto a quelli con carichi distribuiti e si ha il vantaggio di poter eseguire più cicli di carico e scarico. Ad ogni modo le prove vanno svolte rispettando sempre i tempi di permanenza previsti dalle normative per consentire che nelle strutture insorgano le deformazioni "lente" di natura plastica.

Difficoltà e tempi nella media, richiedono personale qualificato con discreta esperienza.
Legge 5 Novembre 1971 n. 1086; D.M. 09/01/1996; D.M. del 14/09/05 TESTO UNICO; UNI EN 380:1994; D.M. 11/03/1988.
Le prove di carico costituiscono uno strumento valido per verificare la corretta esecuzione delle opere e il rispetto dei requisiti statici. Di contro, presentano tempi di esecuzione relativamente elevati, tali da non consentire di realizzare le verifiche sull'intera struttura, ma solo su parti campione rappresentative.

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